
La copertina del libro La manifestazione del 10 agosto 2007
Rocco Nassi
Presenta il suo primo libro di poesie
Rocco Nassi è nato il 18/08/1963 a Bagnara Calabra, dove risiede e lavora.
Amante "dichiarato" delle tradizioni del proprio paese, dedica il suo tempo libero alla composizione di testi in vernacolo legati ai contenuti delle consuetudini popolari, riuscendo a coglierne gli aspetti più "coloriti" e le più autentiche sfumature.
I suoi versi, che traggono ispirazione da sentimenti fondati sui valori universali, sorprendono e catturano l'ascoltatore per l'uso semplice e schietto della lingua dialettale, dal quale scaturiscono sia l'immediatezza delle immagini che la veridicità dei contenuti.
Le sue poesie in vernacolo, per i contenuti trattati e per la valorizzazione delle caratteristiche di alcuni personaggi tipici di Bagnara, arricchiscono sicuramente la memoria storica del nostro paese.
Le usanze e le tradizioni di Bagnara, in particolare quelle legate a circostanze particolari, assopite o quasi dimenticate a causa dell’evoluzione dei “tempi moderni”, riaffiorano alla nostra mente grazie ai versi in vernacolo di Rocco Nassi.
La poesia “Capurannu ‘n famigghia” potrebbe assumere, per noi gente di Bagnara, quasi lo stesso valore di un inno nazionale: ci ritroviamo tutti!
Questa bella serata di fine anno, trascorsa in un ambiente umile e modesto, viene narrata in ogni particolare e vivacizzata dai gesti o dalle espressioni “colorite”dei personaggi descritti.
L’atmosfera è stata riprodotta dagli alunni frequentanti la classe 5^ della Scuola Primaria che, dopo la ricerca del contesto adatto ed un’attenta analisi delle caratteristiche dei personaggi descritti, hanno rappresentato con immagini fotografiche le varie strofe della poesia.
Per rendere tutto realistico sono state cucinate perfino le pietanze tradizionali citate dall’autore!
Il risultato è stato sintetizzato in un calendario ed in una presentazione Power Point.
Questo tipo di attività ha reso consapevoli i bambini dell’importanza del dialetto come strumento legato alle proprie origini storiche e culturali, inoltre li ha spronati a cogliere le differenze tra i vocaboli della lingua italiana e quella dialettale oltre che a ricercarne l’etimologia ed a tentare di scrivere poesie in vernacolo.
Da questa esperienza, infatti, hanno preso vita i tre testi che seguono, legati alle tradizioni di Bagnara (“U ninareju”), al contesto sociale del passato ( “A scola i me’ nonna”) o a personaggi famosi del nostro paese ( “Cu era Rastignac?”)
Insegnante scuola primaria Carmela Triulcio